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| FINALITA'
ISTITUZIONALI |
Al
centro del processo educativo troviamo:
1. l'individuazione da parte delle istituzioni scolastiche e dei
docenti, degli obiettivi formativi desunti dalle Indicazioni Nazionali;
2. la programmazione di Unità di Apprendimento costituite
dall'insieme delle attività, delle modalità organizzative
e dei metodi necessari affinché gli obiettivi formativi si
trasformino in conoscenze e abilità.
L'insieme delle Unità di Apprendimento dà origine
al Piano di Studio Personalizzato. |
| Scelte
educative |
I
docenti si impegnano a:
- sostenere l'alunno nella progressiva costruzione della propria
autonomia;
- stimolare lo sviluppo della creatività, intesa come capacità
di dare risposte personalizzate alle diverse istanze;
- avviare il lavoro di gruppo come coordinamento di interventi personali
e responsabili nonché come ambito di socializzazione, dialogo
e collaborazione tra diversi e di educazione alla convivenza democratica;
- operare in modo tale che le difficoltà di apprendimento
e di comportamento non determinino fenomeni di insuccesso e di abbandono
scolastico e che le diversità siano risorsa e patrimonio
condivisibile;
- sviluppare tutti i fondamentali tipi di linguaggio, nonché
delle potenzialità e dei limiti di ciascuno di essi;
- educare al gioco ed all'uso responsabile e personale del tempo
libero;
- avviare l'alunno alla progressiva conoscenza del territorio e
delle sue risorse, nonché alla utilizzazione funzionale e
rispettosa dell'ambiente circostante;
- avviare l'alunno ad un adeguato metodo di lavoro e di studio,
sviluppando la sua capacità di concentrarsi.
Tutto ciò infatti è condizione per un apprendimento
che nasce dall'interno, che evita passivi adeguamenti a modelli
preconfezionati ed esclude conoscenze estrinseche e non motivanti.
A tal fine si individueranno piani di intervento educativo e percorsi
differenziati tendenti a colmare le varie lacune o a valorizzare
le aree di potenzialità.
In questa prospettiva si curerà :
- il coordinamento dell'intervento di tutti gli insegnanti che operano
nella classe;
- la documentazione di tutti gli interventi, anche di eventuali
operatori esterni. |
| Aspetti
metodologici |
Il
metodo è strumento-risorsa che permette di scoprire quali
siano in realtà gli obiettivi perseguibili in una classe
e nell'intera scuola.
La scuola è una comunità fornita di una propria specifica
identità ed aperta al territorio.
Deriva da ciò, la centralità dell'apprendimento sull'insegnamento:
non è sufficiente che l'insegnante faccia una buona lezione
ma è necessario che riesca a garantire l'apprendimento effettivo
di tutti e di ciascun alunno, agendo contemporaneamente sul piano
relazionale e su quello didattico, organizzativo e gestionale, vista
l'influenza che essi hanno sull'apprendimento.
Questo comporta inevitabili trasformazioni a livello metodologico,
sia sul piano didattico che organizzativo-gestionale. |
| Risultano
fondamentali: |
-
la centralità degli aspetti relazionali nella loro articolazione
interpersonale, di gruppo e sociale, in quanto condizioni essenziali
per l'esistenza di un clima "favorevole" ad un apprendimento
vitale;
- la necessità di un'attenzione costante alle modalità
di apprendimento specifiche all'età degli alunni di scuola
primaria nonché del singolo alunno e dei suoi concreti ritmi
di apprendimento;
- la centralità della ricerca operativa rispetto alle altre
metodologie didattiche.
In una realtà in cui gli operatori sono tutti professionisti
che cooperano in vista di un obiettivo comune, sono indispensabili
margini di discrezionalità, in quanto è condizione
perché ciascuno dia il proprio fattivo contributo nella diversità
e mutevolezza delle situazioni, così come momenti di confronto
e coordinamento. |
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